Normativa di riferimento

Cos'é la Bonifica e in cosa consistono le attività di Bonifica?

Spesso al termine di bonifica si associa l idea di interventi volti al risanamento di terreni paludosi. La bonifica invece ha una portata più ampia, costituendo l attività con cui le comunità hanno affrontato il problema di assicurarsi la disponibilità delle risorse di suolo e di acque necessarie al proprio sviluppo. Il territorio Toscano nelle varie epoche, ed in particolare a partire da quella comunale, è stato interessato da una forte e incisiva attività di bonifica che ne ha caratterizzato l attuale conformazione. Nello Stato Italiano le prime normative in materia di bonifica risalgono al periodo post unitario, ma il testo fondamentale in materia di opere e consorzi di bonifica é ancora oggi il R.D. 13 Febbraio 1933 n. 215, con il quale è stato introdotto il concetto di  bonifica integrale . E' solamente con il citato Testo Unico che la materia viene sistematicamente ordinata e che la ''bonifica'', da sostantivo che individuava esclusivamente un sistema di opere per il risanamento di zone paludose e malsane, perviene ad una connotazione più ampia, comprendente anche, in via generale, il riassetto dei territori per qualunque causa dissestati, la difesa del territorio dalle acque e il miglioramento fondiario attraverso l'utilizzo ai fini irrigui delle opere idrauliche (art. 1 R.D. n. 215 del 1933). In tale ampio quadro funzionale, pertanto, rientrano, tra le opere di bonifica, oltre a quelle relative al prosciugamento e al risanamento di laghi, stagni, paludi e terre paludose, anche le opere di rimboschimento e ricostituzione di boschi deteriorati, di sistemazione idraulico agraria e di rinsaldamento delle pendici montane, di correzione dei tronchi montani dei corsi d'acqua, nonché le opere di difesa dalle acque, di provvista e utilizzazione agricola di esse, gli interventi di ricomposizione fondiaria e ancora, le opere stradali, edilizie o di altra natura, che siano d'interesse comune del comprensorio o di una parte notevole di esso (art. 2 R.D. n. 215 del 1933 cit.). Con l'avvento della Repubblica e l'entrata in vigore della Costituzione, l'attività di bonifica assurge ad interesse pubblico di rilievo costituzionale (art. 44 Cost.). Successivamente, con l emanazione del D.P.R. n. 11 del 1972 e, soprattutto, del D.P.R. n. 616 del 1977, viene data attuazione all'art. 117 della Costituzione, che prevedeva, tra l'altro, il passaggio delle funzioni in materia di agricoltura e foreste e, quindi anche del settore relativo alla bonifica, dall'Amministrazione Statale alle Regioni a statuto ordinario, con potestà normativa concorrente, da parte di questi ultimi Enti, ''in subiecta materia''. Ricevuta la competenza in materia di bonifica la Regione Toscana emanò la L.R.83/1977 con cui ne disciplinò le relative funzioni insieme a quelle attinenti al miglioramento fondiario, delegando agli Enti locali parte delle proprie competenze amministrative. Con la Legge 18.5.1989 n. 183, concernente la difesa del suolo, il risanamento delle acque e la fruizione e la gestione del patrimonio idrico, veniva stabilito che, oltre ad altri enti, anche i consorzi di bonifica ''...partecipano all'esercizio di funzioni regionali in materia di difesa del suolo nei modi e nelle forme stabilite dalle regioni singolarmente o d'intesa tra loro, nell'ambito delle competenze del sistema delle autonomie locali'' (v. artt. 1 e 35, 1° comma L. n. 183 del 1989). Da ultimo, con la Legge 5.1.1994 n. 36, - legge quadro sulle risorse idriche - il legislatore statale, oltre ad avere precisato le attribuzioni dei consorzi di bonifica riguardo all'utilizzazione delle reti di canali ed impianti per uso irriguo, ha affidato a tali enti ulteriori funzioni in materia di utilizzo della suddetta rete ''per usi che comportino la restituzione delle acque e siano compatibili con le successive utilizzazioni, ivi compresi la produzione di energia elettrica e l'approvvigionamento di imprese produttive'' (v. art. 27, 1° comma). A seguito di queste importanti Leggi nazionali la Regione Toscana rinnovò la propria legislazione in materia di bonifica emanando la L.R.34/1994 e abrogando la L.R.83/1977. La nuova Legge regionale individuava l'attività di bonifica, come ''un mezzo permanente finalizzato allo sviluppo, alla tutela e alla valorizzazione delle produzioni agricole, alla difesa del suolo, alla regimazione delle acque e alla tutela dell'ambiente e delle sue risorse naturali'' e assoggettava l intero territorio regionale all attività di bonifica definendo i criteri per la sua suddivisione in comprensori. Nell ambito più generale del processo di riforma in atto del nostro ordinamento volto a dare economicità efficienza ed efficacia alle Istituzioni, con l intesa del 18/09/2008, raggiunta in sede di conferenza Stato  Regioni, sono stati definiti i criteri di riordino dei Consorzi di bonifica. In attuazione di detti criteri la Regione Toscana ha rinnovato la propria normativa in materia di bonifica emanando la L.R. 79/2012 ed abrogando la L.R. 34/1994. La nuova normativa integra maggiormente l attività di bonifica nella più generale attività di difesa del suolo. Con il riordino delle funzioni in materia di bonifica sono rafforzati i poteri di indirizzo e programmazione della Regione e viene individuato il Consorzio di bonifica quale unico soggetto gestore, ridefinendone funzioni e struttura. Con la nuova normativa sono state inoltre riorganizzate le competenze territoriali suddividendo il territorio regionale in sei comprensori. In estrema sintesi, dal quadro normativo come sopra sinteticamente delineato emerge che l attività di bonifica è volta a garantire la sicurezza idraulica, la difesa del suolo, la manutenzione del territorio, la tutela e la valorizzazione delle risorse idriche a prevalente uso irriguo, delle risorse naturali e ambientali. Il fine dell attività di bonifica è perseguito mediante la realizzazione di opere e interventi in attuazione degli specifici atti di programmazione e pianificazione regionale e mediante la manutenzione ed il riassetto del patrimonio di opere di bonifica ed idrauliche esistente. Gli investimenti per la realizzazione delle nuove opere o la ristrutturazione delle esistenti sono a carico del Bilancio regionale, mentre ai proprietari degli immobili avvantaggiati dall attività di bonifica compete provvedere alla manutenzione e l esercizio delle opere realizzate, oltre che concorrere nella spesa sostenuta dalla Regione. Dalla normativa regionale, in conformità ai principi della legislazione nazionale, i proprietari sono chiamati al concorso nella realizzazione e, successivamente, alla manutenzione ed all esercizio delle opere di bonifica ed idrauliche da cui traggono vantaggio le proprietà possedute. Detto beneficio è dato dalle migliori condizioni di uso del suolo determinate dalle funzioni svolte dalle opere e dall attività di bonifica che provvedono alla regimazione delle acque, la difesa idraulica del territorio, la tenuta ed il miglioramento dell assetto idrogeologico. Spesso tramite l attività di bonifica si rendono disponibili all uso territori altrimenti inutilizzabili, in altri casi vengono abbattuti i livelli di rischio che gravano sul territorio. In ogni caso le migliori condizioni di uso del suolo, generate dall azione di trasformazione e tutela del territorio svolta dall attività di bonifica, permettono ai proprietari di utilizzare più convenientemente le proprietà possedute ottenendo così un vantaggio, definito  beneficio . I proprietari dei terreni e dei fabbricati avvantaggiati dall attività di bonifica assolvono ai loro oneri nei confronti di tale attività attraverso la partecipazione al Consorzio di bonifica ed il versamento del contributo dovuto in proporzione al beneficio ricevuto. Riorganizzazione dei comprensori ai sensi della L.R.79/2012. In esito alla riorganizzazione dei comprensori di bonifica definita dalla L.R.79/2012 l ex comprensorio 17  Val di Sieve è stato accorpato al comprensorio 3  Medio Valdarno insieme agli ex comprensori: 15 (Ombrone P.se Bisenzio), 16 (Area Fiorentina), 7 (Val di Bisenzio), 21 (Val d Elsa) e 22 (Colline del Chianti). Il Consorzio di bonifica 3  Medio Valdarno è pertanto subentrato nelle funzioni in materia di bonifica esercitate, ai sensi della L.R.34/1994, dall Unione Montana dei Comuni del Mugello sull ex comprensorio 17  Val di Sieve . Il contributo riferito all attività di bonifica svolta nella porzione del comprensorio di bonifica 3  Medio Valdarno costituita dall ex comprensorio 17, precedentemente dovuto all Unione Montana dei Comuni del Mugello, a partire dall anno 2014 è pertanto dovuto al Consorzio di bonifica 3 Medio Valdarno. Fino all approvazione del nuovo Piano di Classifica del comprensorio 3 Medio Valdarno, resta confermata l applicazione dei Piani di classifica vigenti alla data di entrata in vigore della L.R. 79/2012. Per la porzione del comprensorio di bonifica 3 Medio Valdarno, costituita dall ex comprensorio 17, continua pertanto ad applicarsi il Piano di classifica approvato con deliberazione n. 21 del 27/07/2006 dell Assemblea della Comunità Montana del Mugello e n. 23 del 29/09/2006 dell Assemblea della Comunità Montana Montagna Fiorentina. Per salvaguardare l'esperienza e la conoscenza maturate nella gestione dei territori montani, caratterizzati da problematiche e peculiarità territoriali e sociali che necessitano di una specificità di azione, nonché al fine di garantire il massimo presidio in tali territori, la L.R.79/2012 prevede che i Consorzi di bonifica, per l esercizio delle proprie funzioni si avvalgano delle Unioni di comuni, mediante la stipula di specifiche convenzioni, redatte sulla base dello schema tipo approvato dalla Giunta regionale, nell'ambito delle quali è regolato, in particolare, l'utilizzo del personale adibito a tali mansioni. In relazione alla gestione del contributo di bonifica, nell ambito delle convenzione provvisoria, sottoscritta fra Consorzio di bonifica 3 Medio Valdarno e Unione Montana dei Comuni del Mugello in attesa dell emanazione delle linee guida regionali, è previsto che gli uffici dell Unione dei Comuni svolgano localmente il servizio di informazione ai contribuenti, che si aggiunge ai servizi di sportello e telematici propri del Consorzio di bonifica (www.cbmv.it).